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don Salvatore Mazzuca

Biografia


Nato a San Giovanni d ‘Albi il 14 maggio 1866 compì i suoi studi nel seminario interdiocesano di Catanzaro; mons. Bernardo De Riso lo ordinò sacerdote nel 1892 assegnandolo dapprima a San Giovanni d’Albi; da qui passò a Gimigliano e nel settembre del 1895, fu nominato economo dell’arciprete di Pentone don Gaetano De Laurenzi al quale successe, per designazione del vescovo di Catanzaro mons. Di Maria, nell’agosto del1908.

L’insegnamento catechistico e il culto dell’Eucarestia e alla Madonna furono le cure costanti e le linee direttrici del suo ministero sacerdotale che si svolse in una continua ansia di santità e di bene. All’attività propriamente pastorale affiancò una mirabile e incisiva presenza nella vita religiosa e sociale realizzando opere che diedero un’impronta nuova alla vita di Pentone: la costituzione della banda musicale, il restauro della chiesa con il suo splendido altare; la fondazione dell’asilo d’infanzia e, viva testimonianza della sua pietà mariana, la ricostruzione del Santuario di Termine che egli rifece dalle fondamenta e per la cui realizzazione seppe svegliare entusiasmi e fervide iniziative fra i suoi figli di Pentone, nella vicina Catanzaro e nelle lontane terre d’America.

Aveva una fiducia illimitata nella provvidenza senza però starsene ozioso; molti lo ricordano questuante a Catanzaro dove non era difficile che ricevesse dinieghi e umiliazioni: significativo il seguente episodio. Trovatosi in una grave e non preveduta angustia a causa del suo buon cuore, ricorse ad un prestito da un possidente del paese. Trascorse del tempo ma l’arciprete non riusciva a saldare il debito e ne differiva con angosciosa preoccupazione il  pagamento. Non sapendo più come far fronte alle iterate richieste del creditore, un giorno tolse alla Madonna delle Grazie il suo manto, lo racchiuse in una scatola e glielo mandò facendogli dire: << Che lo venda e si paghi >>.
Il creditore, sconvolto, non volle saperne e non importunò più l’arciprete il quale saldo il debito con calma non più sotto la pressione delle continue richieste. La ricostruzione del Santuario di Termine occupò e preoccupò l’arciprete Mazzuca negli ultimi anni della sua vita; l’aveva iniziata nel 1939 e portata avanti negli anni tragici del secondo conflitto mondiale ma già dal 1922 si era dedicato ad incrementare la festa organizzando negli anni successivi imponenti manifestazioni mariane che attrassero l’attenzione di tutta l’Arcidiocesi.

Il 30 marzo del 1944 fu colpito da emorragia celebrale mentre celebrava la messa; si spense il 2 aprile successivo, giorno delle Palme.

 

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