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Diversi sono i
pareri sulle origini del nome di Pentone, alcuni, pensano che
il nome sia di origine greca Panta-Oinos, dalla voce panta
(tutto) oinos (vigna) e cioè tutto vigne, oppure potrebbe
essere una contrazione di Pente (cinque) Eikona (icona) da cui
cinque icone.Si hanno sicure notizie dell’esistenza di Pantona
(Pentone) nel 1276. I padri Brasiliani introdussero il culto
di San Nicola Vescovo di Mira ed edificarono la Chiesa
Matrice. Il Casale di Pentone seguì le sorti della città di
Taverna, assunse il titolo di Universitas nel 1632 ed ebbe
l’autonomia amministrativa nel 1816.
Di
particolare interesse artistico, la Chiesa Matrice, che è
composta da un’ampia navata centrale e da due navate laterali
con cinque cappelle.
L’abside
dell’altare maggiore è sormontata da una Pala D’altare (m. 2,5
x 3,5) che rappresenta un Cristo Maestoso con accanto la
Madonna ed in basso San Nicola Vescovo attorniato da angeli e
putti. Il baldacchino è in stile gotico ed è rivestito in oro
zecchino mentre il pulpito di pregevole fattura è collocato
nella navata principale. La chiesa è dotata di un organo a
mantice e di diverse tele del ‘700 ed adornato da parecchie
statue dell’800.
All’interno
della Chiesa si trova l’Oratorio della Real Confraternita del
SS. Rosario fondato nel 1619 in rendimento di grazia per la
memorabile vittoria sui Turchi nel 1571 a Lepanto. La cappella
è decorata con pregevoli stucchi ed affreschi, con un
magnifico altare rivestito in marmo ed un coro in legno per i
Fratelli.
Nella parte
bassa del centro storico è ubicata la Porta di Mezzogiorno,
antico ingresso a forma di torre inserita in un contesto
murario di difesa.
Località turistiche: Cafarda 90 m.s.l.m. a tre chilometri da
Pentone, immersa nel verde di pinete e castagneti, gode di
un’eccezionale posizione panoramica.
Nella località di Termine sorge il Santuario della Madonna
delle Grazie o delle Trache dal greco “trachius” (roccia)
luogo roccioso. La Chiesa rurale di Termine fu eretta a
Cappella nel 1291 e fa parte del Circuito dei Santuari Mariani
della Calabria per il Giubileo del 2000. Contiene diverse
statue lignee realizzate da artisti della Valle di Ortisei
(BZ), le pareti dell’abside sono decorati da mosaici e
l’altare è impreziosito da un’affresco del pittore Gariano
1910. Sul piazzale è stata collocata una pregevole statua di
bronzo di Padre Pio dell’artista Egidio Ambrosetti da Anagni,
mentre sul piazzale una icone in legno dipinta dal pittore
Aldo Sirianni rappresenta l’apparizione della Madonna a Maria
Madia. Il Santuario è meta di numerosi pellegrinaggi oltre che
sosta per i turisti che proseguono per l’altopiano Silano.
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